SPES

Valorizzazione di sottoprodotti e scarti – chimica da biomasse nel settore agrifood

 

La value chain SPES si occupa della valorizzazione di biomasse provenienti dal settore agroalimentare, dalle risorse forestali e marine, da colture energetiche e di integrazione, al fine di ottenere componenti ad alto valore aggiunto per l’agricoltura, l’industria alimentare, mangimistica, chimica, farmaceutica e del personal care, in un’ottica di sviluppo del concetto di bioraffineria.

 

Obiettivo Strategico 8 – Valorizzazione diretta ed indiretta degli scarti, dei sottoprodotti e dei coprodotti di agricoltura, allevamento ed acquacoltura verso le filiere alimentari e mangimistiche

Gli scarti ed i sottoprodotti nel settore agricoltura, allevamento ed acquacoltura possono essere riutilizzati come nuovi ingredienti mangimistici o alimentari, eventualmente dopo bioraffinazione, sia da parte della stessa azienda produttrice per la creazione di nuovo prodotto o nuovo ingrediente, sia in un’azienda diversa come materie prime secondarie, sia infine come substrato di crescita di organismi che generino una biomassa omogenea. La quantità di rifiuti in regione può essere così diminuita, e contemporaneamente si possono ottenere nuovi prodotti con tecnologie innovative, sviluppando la connessione tra filiere e modelli di economia circolare, fattori di miglioramento dell’economia regionale e della qualità ambientale. I rischi e l’accettabilità sociale di questo nuovo approccio devono essere accuratamente studiati. E’ anche necessario implementare nuove tecnologie per il processamento ed il riutilizzo di questi scarti. La logistica e la creazione di database informativi sono punti essenziali per l’implementazione di questa strategia. E’ anche necessario formare nuove figure professionali adeguate alle nuove sfide tecnologiche.

 

Obiettivo Strategico 9 – Valorizzazione dei sottoprodotti e dei coprodotti di agricoltura, allevamento ed acquacoltura mediante sviluppo di bioraffinerie o processi estrattivi innovativi per la produzione di composti chimici e materiali di interesse per settori industriali non-food e non-feed

I processi di bioraffineria sono dedicati alla trasformazione di biomassa per la produzione di composti, materiali ed energia e sono a oggi alimentati in larga parte con frazioni organiche da colture dedicate. Tuttavia la loro piena sostenibilità economica rappresenta ancora una sfida. L’impiego di matrici di scarto come materia prima può contribuire a limitare i costi delle bioraffinerie: questa strategia può rappresentare un’opportunità per la RER, ricca di residui organici derivanti da settori strategici quali agricoltura, allevamento e acquacoltura. Allo stesso tempo potrebbe essere di grande aiuto lo sviluppo di bioraffinerie innovative che siano “flessibili” (alimentate con substrati diversi a seconda delle disponibilità stagionali), “a cascata” (con più passaggi successivi per massimizzare lo sfruttamento della materia prima) e “integrate” (per l’ottenimento di un numero maggiore di prodotti che potrebbero far riferimento a mercati diversificati). I fini di relative attività di ricerca e sviluppo industriale dovrebbero includere la stabilizzazione delle biomasse, l’ottimizzazione di processi estrattivi e di (bio)conversione di biomasse, e strategie di downstream.

 

Obiettivo Strategico 10 – Valorizzazione di sottoprodotti e scarti dal settore agricoltura, allevamento ed acquacoltura in prodotti energetici ed in biometano

Gli scarti e i sottoprodotti nel settore agricoltura, allevamento e acquacoltura possono essere riutilizzati per la produzione di biocarburanti, in particolare, alla luce del nuovo Decreto 02.03.2018, del biometano. La ottimizzazione della filiera biometano passa attraverso l’introduzione di tecniche di pre-trattamento e stoccaggio, in grado di favorire la conversione efficiente e conveniente di scarti e sottoprodotti. Allo stesso modo si riscontrano ancora margini di efficientamento del processo stesso di digestione anaerobica. E’ necessario sviluppare la logistica di raccolta e distribuzione degli scarti e sottoprodotti e occorre incentivarne la separazione alla fonte, lungo la catena di lavorazione dei prodotti alimentari. Al di là delle ricadute ambientali dovute alla produzione di energia rinnovabile (biocarburanti), l’obiettivo proposto consente di creare competenze specialistiche in settori ad alto potenziale di crescita economica, garantendo allo stesso tempo nuove opportunità occupazionali e di internazionalizzazione delle imprese regionali. E’ anche necessario formare nuove figure professionali orientate sui principi dell’economia circolare.